Non esiste femminile che non sia narrazione, mito, pittura: “Donne non si nasce ma si diventa” (Simone de Beauvoir ); “Sono nata donna, ma devo ancora diventare quella donna che sono per natura” (Luce Irigaray).
La pittura di Francesca pare iniziare da una decostruzione , partendo dall’assunto dell autrice delle Memorie di una ragazza perbene , componendo ciò che la donna è divenuta per costruzione culturale. Contemporaneamente va alla ricerca di quella donna che si è per natura ma che, poi , bisogna ancora diventare.
Insomma , quelle figure sono una elegia del femminile che conserva dell’elegiaco i toni della nostalgia, del fruire, della liricità. E le bende, da sempre collegate con chissà quanti sotterranei inconsci alle descrizioni di donna, qui diventano garze che velano e disvelano; che creano forme figure volti animali in un caleidoscopio che richiede pazienza e contemplazione assoluta.

Giovanni Invitto